domanda alla Giunta
Imputabilità minori
Chiede Si Mohamed Kaabour PD. In aula il 4 agosto 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«interroga la giunta comunale per sapere se alla luce del recente disegno di legge del governo, che modifica la disciplina dell’imputabilità dei minori, l’assessora ritiene necessario rafforzare i servizi comunali di prevenzione del disagio giovanile – educatori di strada, sostegno psicologico, centri di aggregazione e supporto alle famiglie – affinché a una maggiore risposta penale corrisponda un altrettanto forte investimento educativo e sociale»
«Ringrazio il consigliere Kaabour, che mi dà l'opportunità di esprimere il mio disappunto e la mia contrarietà a questo provvedimento, come già avevo fatto a partire dal cosiddetto "decreto Cutro" proprio qui in aula. La giunta comunale di Genova guarda con preoccupazione a un impianto normativo che sposta il baricentro della risposta ai comportamenti devianti degli adolescenti verso lo strumento penale, e condivide l'approccio già espresso da organizzazioni che da decenni si occupano di infanzia e adolescenza a livello nazionale e internazionale – prima fra tutte Save the Children, ma anche molte altre. Come sottolineato dall'organizzazione nel commentare l'approvazione del provvedimento, la vera sfida non è processare un numero maggiore di adolescenti, ma ridurre il numero di ragazzi e ragazze che arrivano a commettere un reato. Quando ciò accade è il fallimento dello Stato, il fallimento di tutti noi, il fallimento della politica. Occorre quindi interrogarsi su cosa sia mancato prima: nella scuola, nella comunità, nei servizi e nelle opportunità educative e relazionali che avrebbero dovuto accompagnarli nella crescita. La tutela della collettività, in quest'ottica, passa da un investimento strutturale sulle dinamiche educative e relazionali dei giovani, più che da un'estensione della risposta penale. Io voglio denunciare in quest'aula che, ad oggi, non esiste alcun intervento strutturale e continuativo a sostegno degli enti locali da parte di questo Governo, per far sì che l'inversione di tendenza non sia nel riempire le carceri, ma nel portare i ragazzi a stare bene e a condurre delle vite che permettano loro di diventare donne, uomini e persone con un futuro. In questo noi continuiamo comunque a operare. Nonostante i governi che passano – e speriamo che passino presto – possiamo dire che le politiche sociali del Comune di Genova per l'area minori e famiglie perseguono obiettivi di prevenzione, promozione e tutela, come diceva lei, prima che si sviluppi un disagio. Abbiamo interventi educativi individuali e di gruppo che raggiungono i ragazzi nei luoghi della vita quotidiana per intercettare precocemente situazioni di disagio; interventi educativi e socio-educativi, sia di strada sia presso i centri socio-educativi, i centri di aggregazione, le comunità diurne e le comunità educative territoriali; attività di sostegno alla genitorialità e presa in carico multidisciplinare all'interno dei servizi per la tutela e la protezione dei minori e delle famiglie. Anche le famiglie vanno sostenute, perché la fragilità della famiglia deve essere al centro delle politiche: partire ancor prima, andare ancora più a monte, questo è il nostro obiettivo. Lo è stato con l'istituzione del Centro per le Famiglie, l'affido familiare, le comunità educative, l'accoglienza residenziale, semiresidenziale e diurna, e un protocollo d'intesa sottoscritto con il Tribunale per i Minorenni e il Tribunale Ordinario – Sezione Famiglia per rafforzare la collaborazione tra servizi sociali e giustizia minorile. Continueremo a fare quello che vogliamo e riteniamo sia importante fare, ma continueremo anche a contrastare questo approccio – tramite ANCI e tramite tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei ragazzi – non attraverso strumenti repressivi, ma rinforzando tutto ciò che sta prima e, soprattutto, avendo come obiettivo il far sì che i ragazzi e le ragazze stiano bene»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.