Vai al contenuto
Genovail Consiglio comunale in chiaro

domanda alla Giunta

Lettera ai CIV

Chiede Valeriano Vacalebre FdI, Paola Bordilli Lega, Mario Mascia FI, Pietro Piciocchi Vince Genova, Davide Falteri Vince Genova, Maria Luisa Centofanti Riformiamo Genova e Marco Mesmaeker M5S. In aula il 4 agosto 2026.

La fonte

La domanda e la risposta

La domanda«informazioni in merito alla lettera dell’assessore Beghin inviata ai CIV il cui contenuto va contro i principi di autonomia e libertà di espressione dei CIV e che rischia di compromettere i rapporti tra amministrazione e associazioni · rapporti tra la CA e i CIV su cui sono state firmate gravissime parole dall'assessore al commercio: interroga la giunta comunale in merito a ‘chiarimenti urgenti in merito ai gravissimi contenuti antidemocratici della nota scritta e firmata dall’assessore Beghin e inviata alle associazioni di categoria il 16 luglio u.s.’ · chiarimenti su merito e finalità della lettera con cui i centri integrati di via sono stati invitati dall'assessorato al commercio ‘a valutare con attenzione una verifica della posizione dei presidenti dei CIV, al fine di accertare eventuali comportamenti lesivi del rapporto di collaborazione con l'amministrazione e la possibilità di richiederne le dimissioni o comunque di procedere alla loro sostituzione’ · chiarimenti in ordine alle sorprendenti comunicazioni dell'assessore al commercio Tiziana Beghin rivolte ai direttivi delle associazioni di categoria del mondo del commercio cittadino sulla necessità di rimuovere dal loro incarico i presidenti dei centri integrati di via che abbiano espresso formulazioni critiche nei confronti dell'attuale giunta comunale ovvero abbiano intrattenuto rapporti con le forze di opposizione in consiglio comunale · alla luce della lettera recentemente inviata dall’assessore al commercio alle associazioni di categoria, e delle reazioni manifestate da diversi operatori economici, chiedo all’assessore se possa confermare che eventuali verifiche richieste ai CIV riguarderanno esclusivamente comportamenti che incidono sul corretto funzionamento del protocollo e non l’espressione di opinioni politiche nel dibattito pubblico · in merito ai CIV si chiedono chiarimenti circa il ruolo degli stessi e sulla natura della richiesta fatta alle associazioni di categoria circa il rispetto dei ruoli e del protocollo CIV»

«Non scarico sugli uffici la responsabilità di questa lettera. La responsabilità è la mia. Ho fatto un errore, come ho già avuto modo di spiegare; non ho controllato la lettera quando è stata inviata: non era la versione che volevo mandare. Non ho mai voluto chiedere che venissero epurati i presidenti dei CIV che non si allineano alla sindaca o all’Amministrazione. Ma vorrei dire che, anche in quel testo sbagliato, c’era un concetto che voglio rivendicare: chiedevamo l’applicazione del protocollo CIV. Oggi vorrei chiedere a chi sta strumentalizzando questa lettera di abbassare i toni. Dovevamo rispondere ad una esigenza specifica, dopo l’ennesimo attacco arrivato da parte di chi, per fare qualche esempio, ha fatto body shaming su un minore, o ha scritto che siamo amici dei delinquenti, o che la Giunta non interviene sugli spacciatori perché fa uso lei stessa di sostanze: ecco questa non è critica politica e questo comportamento va arginato. Chiaramente quella lettera, così come scritta, è stata un errore ma non è un errore volersi occupare del tema del protocollo CIV che oggi è troppo ambiguo. Oggi ringrazio chi, conoscendomi, non ha creduto che avessi potuto inviare una lettera del genere, perché mi hanno fatto ricordare che faccio l’assessore per difendere un principio di coerenza in cui credo fermamente: la trasparenza. Quindi rivedremo il protocollo CIV, abbiamo un primo incontro ad inizio settembre e questa sarà la risposta più grande alle polemiche, cioè ottenere una vera riforma del protocollo, per avere quella terzietà e imparzialità che tutti ci chiedono e affinché sia chiaro che vogliamo compiere azioni sia a tutela delle categorie e non dei partiti»

La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.

In aula