domanda alla Giunta
Mini-funivia tra Granarolo e forte Begato
Chiede Pietro Piciocchi Vince Genova. In aula il 21 aprile 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«Appreso dagli organi di informazione che, secondo gli obiettivi dell'amministrazione, i lavori per la mini-funivia tra Granarolo e forte Begato dovrebbero essere avviati all'inizio del prossimo anno, si chiede di conoscere quali siano i passaggi amministrativi che hanno reso possibile tale soluzione, considerato che la gara d'appalto aveva ad oggetto un progetto completamente diverso, e, soprattutto, quali siano i benefici trasportistici dell'opera e quale sia stata la condivisione del progetto con i municipi di riferimento e il territorio»
«Il consigliere Piciocchi ha fatto alcune domande correttissime e altre pretestuose, perché conosce le risposte. Noi stiamo facendo questo lavoro in accordo con le imprese, che sono due e lei dovrebbe saperlo meglio di me. Questo lavoro lo stiamo facendo con loro, con i loro tecnici e insieme ai loro avvocati, con le nostre strutture tecniche. Ho incontrato costantemente i comitati e abbiamo detto fin dall’inizio che la certezza che quest’opera si potrà realizzare può darcela solo il ministero. Ci confronteremo con il territorio, perché quest’opera, a differenza di quella che pensavate voi, non serve a portare su i crocieristi, che se arrivano e la prendono saremo ben felici, ma serve proprio in funzione di quel parco che noi vogliamo realizzare, un parco verticale, aperto alla città, per lo sport e il tempo libero. In riferimento all'intervento "Collegamento funiviario tra la Stazione Marittima e Forte Begato in Genova", finanziato nell'ambito del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR all'interno del complessivo progetto recupero del Sistema dei Forti Genovesi, rispetto alle circostanze rilevanti per l'evoluzione dell'intervento sono state formulate le seguenti considerazioni: alla luce del mutato quadro geopolitico e macro-economico di recente attualità e considerata la previsione contrattuale che prevede alla valorizzazione di tutte le lavorazioni previste, in sede di progetto esecutivo, sulla base dei listini ufficiali vigenti al momento della sua redazione, l'entità del finanziamento disponibile, fissato in Euro 40.500.000, potrebbe non risultare più del tutto compatibile con le opere previste dal PFTE approvato; le criticità idrauliche del Rio Lagaccio hanno reso necessaria la redazione di un DOCFAP propedeutico a una serie di interventi puntuali, le cui cantierizzazioni - da considerarsi in taluni casi contestuali a quelle dell'impianto funiviario - sarebbero suscettibili di generare condizioni molto critiche sul quartiere del Lagaccio; il percorso partecipativo svolto nel 2025 per il progetto di rigenerazione del quartiere del Lagaccio, sviluppato dal Comune di Genova quale integrazione sinergica del sistema funiviario, ha registrato un diffuso dissenso della cittadinanza rispetto al sorvolo del quartiere da parte dell'impianto a fune; rispetto al mantenimento dell'iscrizione del sito Patrimonio Mondiale "Genova, le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli", l'UNESCO ha di recente manifestato potenziali profili di criticità e l'eventuale incompatibilità dell'impianto funiviario nella configurazione attualmente prevista, sollecitando valutazioni approfondite in merito ai valori storico-paesaggistici e agli impatti sul patrimonio, anche con riferimento a possibili modifiche dell'assetto progettuale dell'impianto; la linea della ferrovia a cremagliera Principe-Granarolo, storica e panoramica, per il collegamento tra le aree limitrofe alla stazione ferroviaria "Genova Piazza Principe" e il quartiere collinare di Granarolo, è attualmente oggetto di interventi di manutenzione e potenziamento, propedeutici a una successiva valorizzazione in termini trasportistici. A fronte dell'interesse della Civica Amministrazione per l'individuazione di alternative progettuali che possano rappresentare un'ottimizzazione dell'intervento con riferimento ai punti sopra richiamati – in particolare, evitando il sorvolo di aree abitate e traguardando un'ulteriore specifica attenzione agli impatti sui valori storico-paesaggistici richiamati dall'UNESCO – è stata prefigurata nell'ambito dell'attuale appalto un'ipotesi progettuale alternativa che, nel rispetto degli obiettivi posti a base della proposta progettuale oggetto del finanziamento, prevede di realizzare il collegamento tra le aree della Stazione Marittima e di Forte Begato mediante un sistema non più unico, bensì composto da più soluzioni/impianti, incardinato sull'esistente ferrovia a cremagliera Principe-Granarolo, che verrebbe in tale ipotesi valorizzata e rifunzionalizzata anche allo scopo. A valle, si prevede di intervenire sugli spazi pubblici, al fine di ottimizzare il percorso di collegamento tra la Stazione Marittima e la stazione di valle della cremagliera (attualmente in posizione leggermente sopraelevata rispetto a piazzale Fanti d'Italia). A monte, invece, dovrà essere realizzato l'impianto a fune come da finanziamento concesso, ma secondo un nuovo tracciato, tra la stazione di monte della cremagliera e Forte Begato (un tronco e due stazioni) - che oltre a ridurre fortemente l'impatto paesaggistico rispetto al progetto iniziale eviterebbe altresì il sorvolo della zona abitata del quartiere Lagaccio. La soluzione di cui sopra risulterebbe compatibile con la disponibilità economica del finanziamento. Inoltre, in base agli approfondimenti amministrativi e giuridici già in fase avanzata, la modifica in essere sarebbe compatibile con l'attuale contratto d'appalto, non intravedendo elementi ostativi al rispetto delle scadenze del Piano. Tale soluzione è stata sottoposta informalmente agli uffici della locale Soprintendenza per le valutazioni preliminari. È stata inoltre richiesta al Ministero della Cultura una valutazione preliminare rispetto all'ammissibilità di tale modifica progettuale rispetto al finanziamento di cui al Decreto citato in premessa - propedeutica allo sviluppo progettuale della stessa, alla formalizzazione dei titoli abilitativi e delle autorizzazioni di legge»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.