domanda alla Giunta
Nuovi impianti sportivi via della Castagna
Chiede Marco Mesmaeker M5S. In aula il 9 aprile 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«delucidazioni in merito all’iter amministrativo e al futuro del progetto dei nuovi impianti sportivi in via Romana della Castagna, a Quarto»
«Si tratta di un progetto particolarmente attenzionato dalla cittadinanza e chiaramente anche dai nostri uffici. La relativa pratica era stata presentata nel marzo 2025 con il permesso a costruire 2393 presentato dalla Kermit Srl per la realizzazione di un’autorimessa interrata, di parcheggi a raso e la sistemazione di un’area verde con attrezzature sportive, padel e tennis. L’istruttoria si è conclusa nel gennaio 2026 con la concessione del permesso a costruire, nel quadro di una pratica afferente all’edilizia privata. Il progetto ha visto modifiche sostanziali soprattutto dopo la cosiddetta “sentenza Cassano” che ha agito all’interno delle norme comunali per la copertura degli impianti sportivi. Per quanto riguarda l’operato degli uffici, abbiamo lavorato sull’autorizzazione di quanto presentato come progetto attraverso un procedimento molto articolato che ha raccolte diverse pareri e prescrizioni. A febbraio abbiamo incontrato i proponenti del progetto, essendoci in ballo diverse questioni che erano poco chiare e su cui bisognava fare molta attenzione. Intanto, mentre il progetto era all’attenzione della Civica Amministrazione, all’interno dei tavoli del mio assessorato sono state depositate oltre 1000 firme raccolte dalla cittadinanza. Il cantiere, iniziato con la pulizia dell’area e con gli abbattimenti, è stato attenzionato dal Comune e con numerose segnalazioni dei cittadini, a seguito dei quali sono stati svolti numerosi controlli da parte della Polizia Locale e dell’Ispettorato Edilizio che hanno riscontrato diverse violazioni in un quadro amministrativo particolarmente complesso. Una volta rilasciato il titolo a costruire, il Comune non può intervenire in forma discrezionale per modificare o interrompere i lavori, ma ci sono altre sedi dove portare delle istanze. Nel frattempo, a marzo, i cittadini hanno presentato ricorso al TAR: attendiamo a maggio il parere del giudice rispetto alla richiesta di sospensione dei lavori presentata dalla cittadinanza. Trattandosi di 6 campi da padel e 2 da tennis, non può essere un impianto né coperto né con dotazione di servizi, quindi l’impianto non può essere pubblico. Come spiegato dal CONI, un impianto del genere può esistere solo se privato: significa che non sono previste attività federali di alcun tipo per via della mancanza dei servizi stessi. Rispetto a quanto presentato nel progetto, si fa fatica a pensare che un impianto con 8 campi complessivi possa essere solo privato e non ad accesso pubblico. Queste specifiche devono essere attenzionate nella fase di sviluppo del progetto perché, a fronte dei numeri e della complessità dell’intervento, ci sono molti interrogativi che ci stiamo ponendo e che stiamo seguendo. A livello di norme il progetto risulta conforme, ma non si può dire altrettanto a livello delle ricadute: ciò richiede all’Amministrazione di monitorare attentamente la situazione»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.