domanda alla Giunta
Rafforzamento servizi di assistenza e presa in carico delle persone senza fissa dimora
Chiede Si Mohamed Kaabour PD. In aula il 31 marzo 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«a seguito del recente decesso di una persona senza fissa dimora avvenuto in via XII ottobre, si chiede all’assessora competente quali azioni il comune di Genova stia attualmente mettendo in campo per rafforzare i servizi di assistenza e presa in carico delle persone senza fissa dimora, in particolare quelle in condizioni di fragilità sanitaria e sociale?»
«Grazie consigliere, perché ci dà l'opportunità innanzitutto di esprimere il dolore che l'amministrazione ha provato: la sindaca e io stessa abbiamo espresso direttamente il nostro dolore e la vicinanza a tutti gli operatori e volontari che conoscevano Gregory e soprattutto a tutte le persone che tutti i giorni investono la loro vita e il loro tempo per stare vicino a queste persone. Non scendo nei particolari, credo non sia giusto nei confronti della persona. Possiamo dire, però, che esistono complessità che ci raccontano che spesso le persone vogliono e decidono di stare in strada e non entrare in dormitorio. Io credo che questo sia vero parzialmente. Occorre fare uno sforzo, che noi abbiamo già iniziato a fare, con l’incremento di 120 posti notturni e che non andremo a chiudere con l’abbassarsi delle temperature e che ci hanno permesso di intercettare persone che stavano in strada e che vogliono rimanere in dormitorio. Questa è la prima azione di prevenzione rispetto alle morti, anche dovute al freddo, che in questo momento è il nostro primo obiettivo. Il secondo è quello di arrivare a raggiungere il maggior numero possibile di persone, trovarle e incontrarle nelle loro fragilità. Questo vuol dire riattivare tutti quei servizi a bassissima soglia. Dobbiamo anche immaginare scenari con persone che hanno complicanze, di tipo sociosanitario o rispetto all’accettazione delle regole dello stare in dormitorio, che apparentemente ha poche regole, ma che in realtà ne ha abbastanza per non essere adatto a persone di un certo tipo. Questo inverno abbiamo aperto un rifugio a bassissima sopglia, senza necessità di colloquio al quale si accede semplicemente suonando il campanello. Questo è il modello che vogliamo, non solo mantenerlo, ma anche ampliarlo. Aggiungo poi il tema sanitario, per la prima volta ci siamo attivati per la segnalazione di quaranta situazioni complesse e sanitarie. Le abbiamo messe in mano alla ASL e abbiamo iniziato ad avere un geriatra dedicato alle visite nei dormitori e in strada, insieme agli operatori dell’unità educativa di strada: credo però che anche Regione Liguria, con la ASL3, debba prendere provvedimenti, soprattutto che la sanità debba raggiungere queste persone, perché spesso le dimissioni dal pronto soccorso avvengono senza una preparazione alla riaccoglienza in strada, anche solo banalmente se c’è bisogno di una cura antibiotica. La rilevazione ha messo in evidenza di come il 30% delle persone sia over 60: abbiamo anche un problema di invecchiamento purtroppo non attivo delle persone in strada e anche su questo bisogna trovare delle soluzione. Ricordiamo Gregory come una persona che è stata con noi e l’impegno di raggiungere sempre più persone e dare loro la possibilità di non morire in strada, dove scelgono di vivere»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.