domanda alla Giunta
Indagine ISTAT rilevazione delle persone senza dimora
Chiede Maria Luisa Centofanti Riformiamo Genova. In aula il 31 marzo 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«Indagine ISTAT rilevazione delle persone senza dimora»
«L’indagine ISTAT di rilevazione delle persone senza dimora ci ha coinvolto molto anche nella partecipazione. Mi aspettavo che ci fossero dati specifici sulla città, invece dovremo attendere. Intanto i dati hanno messo in evidenza un aspetto, vale a dire che in strada quasi il 50% di persone è straniero. La prima osservazione da fare è che sarà molto interessante capire dove sono state intercettate e, dalle riflessioni che abbiamo già fatto con gli uffici, si può immaginare che queste persone siano persone che escono dai sistemi di accoglienza, in prevalenza CAS, e che escono con una autonomia non strutturata. Non sono quindi le classiche persone senza dimora, ma siamo di fronte a una situazione molto complessa rispetto alla sua stessa tipologia: quindi, se verrà confermato questo dato, diventerà importante proseguire una riflessione che avevamo già iniziato nella progettazione dei servizi. Per quanto riguarda il resto, andremo ad approfondire quando avremo i dati precisi relativi alle persone senza dimora in senso stretto, caratterizzate da percorsi di vita a volte complessi. Nel tempo, sicuramente negli ultimi otto anni, c’è stata una dismissione di tutti quei servizi a bassissima soglia: ciò significa che quando ci si approccia a un dormitorio è richiesta una predisposizione per andare a fare domanda. Inoltre, erano stati aboliti i servizi a bassissima soglia, ovvero quelli che prevedono un accesso diretto e il diritto per le persone di poter essere intercettate in strada e portate in luoghi accoglienti, anche se non molto strutturati come quello che abbiamo attivato questo inverno e che è sempre stato pieno, con la presenza di 15 persone. Abbiamo intenzione di mettere a sistema uno strumento di intercettazione a bassissima soglia. E infine c’è il tema delle donne, perché in questi anni non è stato strutturato un sistema d’accoglienza che permetta, anche alle donne, di essere accolte in maniera accettabile: un sistema che proveremo ad implementare con la nuova struttura del Massoero. Noi abbiamo avuto 300 contatti in strada e implementato i 120 posti d’accoglienza notturna invernale. Stiamo stabilizzando circa 60 posti perché, come avevamo promesso, questa volta, a differenza degli anni scorsi, la fine dell’inverno non farà chiudere i posti in accoglienza: posti che sono serviti per chiedere a queste persone se volessero rimanere in dormitorio. Da questa prima predisposizione, che prevede più o meno 60 posti, stiamo organizzando il sistema in maniera che queste persone non vengano rimesse in strada»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.