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Genovail Consiglio comunale in chiaro

domanda alla Giunta

Missione a Carrara della sindaca

Chiede Pietro Piciocchi Vince Genova e Ilaria Cavo Orgoglio Genova. In aula il 24 marzo 2026.

La fonte

La domanda e la risposta

La domanda«Missione a Carrara della sindaca»

«Missione a Carrara della sindaca”. “Trasparenza sugli spostamenti istituzionali di sindaca e staff”. Si intitolano così le due interrogazioni del consigliere Piciocchi e dell’onorevole Cavo. Per la risposta basterebbero cinque secondi: non c’è stata alcuna missione a Carrara né alcuno spostamento istituzionale. Stop. All’aula del consiglio comunale della sesta città d’Italia non dovrebbe interessare altro. Peraltro, tutti i chiarimenti alle richieste in sede mediatica da parte dell’opposizione sono già arrivati parimenti in sede mediatica. Ma evidentemente la sete di polemiche inventate non è stata soddisfatta. Per cui, non posso fermarmi qui, alla mezza riga di risposta che la vostra domanda meriterebbe. Non posso perché è necessario porre un freno a questo continuo desiderio di una certa parte politica di spiare la mia vita dal buco della serratura. E, a quanto pare, non solo la mia, ma anche quella dei miei collaboratori. Ebbene sì, lo confesso, ho anche una vita privata oltre a quella da sindaca. E mi piace andare allo stadio, a tifare Sampdoria. Non è vietato dalla legge. Neanche per un sindaco. Per di più per il sindaco della città di quella squadra. A maggior ragione se invitata dalla sindaca della città in cui quella squadra è ospite. Sapete? La trasferta sarebbe anche potuta essere istituzionale. E invece no. Ho preferito non confondere dovere e piacere, per evitare stupide polemiche come queste. Sono andata con la mia auto. E sono andata con alcuni amici. Sì, questi amici sono anche dipendenti comunali. Ma è forse vietato che i dipendenti comunali nel loro tempo libero vadano allo stadio? E’ forse vietato che lo facciano con una persona che è anche sindaca? In una delle due interrogazioni, inoltre, si fa riferimento ad attività consiliari concomitanti. Falso. La commissione comunale in corso quel pomeriggio, a cui non era prevista la mia partecipazione e a cui l’amministrazione era rappresentata dagli assessori e dagli uffici competenti, è finita prima che iniziasse la mia serata libera. Avevo altri appuntamenti in città metropolitana e sono partita al termine di quelli, finita la giornata di lavoro. Così come era ampiamente finita quella dei miei collaboratori e dipendenti comunali. Cari consiglieri, vorrei essere ben chiara. Della mia vita privata e personale dispongo come mi pare e nessuno deve permettersi di sindacare quello che faccio nel mio tempo libero. Così come io non mi permetto di farlo con voi. Almeno finché si tratta di attività lecite, legali. Ma soprattutto lasciate stare la vita privata dei miei collaboratori e dei miei amici.Mii stupisco, infine, che questa polemica sia stata sollevata da chi, legittimamente e a sue spese, in passato ha ricoperto ruoli simili e ha portato alcuni familiari con sé in trasferte istituzionale. Vede, caro consigliere Piciocchi, io le dico che ha fatto bene. Siamo amministratori pubblici ma le nostre vite non sono proprietà della pubblica amministrazione. Esiste anche una vita familiare e una vita privata. Che sì viene sacrificata per l’incarico che abbiamo scelto di ricoprire, ma non deve essere annullata. E nessuno ha il diritto di chiedercelo»

La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.

In aula