domanda alla Giunta
Turismo Lgbtqi+
Chiede Edoardo Marangoni PD. In aula il 14 ottobre 2025.
La domanda e la risposta
La domanda«Vista la partecipazione dell’assessora Beghin agli Stati Generali del turismo LGBTQIA+, il cui tema scelto per questa edizione è stato “Europe’s Summit for LGBTQ tourism: inclusion between East and West»
«Ringrazio il consigliere per questa interrogazione che mi offre l’opportunità di portare all’attenzione di quest’aula i contenuti di alto profilo che sono emersi dalla terza edizione degli Stati generali europei del turismo LGBTQIA+, che è stato un appuntamento importante, non un semplice convegno: è stato veramente un momento di analisi strategica e di confronto su quelle che sono le sfide e le opportunità per le città europee. È un evento che è stato patrocinato, tra gli altri, del Parlamento europeo e con la collaborazione di realtà di altissimo profilo. Sicuramente ci sono delle buone pratiche che sono emerse e che vorrei condividere, ma soprattutto voglio condividere gli esiti e le indicazioni strategiche che potremo fare nostre per Genova. Dal summit è emerso con chiarezza un dato incontrovertibile, che è stato supportato dalle analisi di mercato: l'inclusività non è soltanto un dovere etico e sociale che noi come giunta abbiamo ben chiaro, ma è un formidabile motore di sviluppo economico. Le città che investono in politiche di accoglienza LGBTQIA+ registrano crescite record nei flussi turistici. Se pensiamo a Barcellona, Dublino, Parigi, abbiamo visto incrementi fino ad oltre il 600% delle presenze: numeri veramente importanti al contrario di quelle città che adottano politiche restrittive, registrando crolli drastici di questi flussi. Direi che si tratta già di un punto molto importante per lo sviluppo del turismo nella nostra città, che deve saper rivolgersi a tutti i viaggiatori, prima aiutandoli a pianificare la vacanza in anticipo e poi accogliendoli adeguatamente, al fine di prolungarne il più possibile la permanenza sul nostro territorio, con un’evidente ricaduta positiva su tutta la filiera. Sul fronte del turismo LGBTQIA+ abbiamo ancora molta strada da fare ed è per questo che ho voluto essere presente a quel dibattito. Per quel che riguarda le buone pratiche e le indicazioni, sicuramente ci sono alcune linee guida precise che potremmo declinare nella nostra città per farne una destinazione certificata, come avvenuto a Milano su iniziativa dell’assessora Romani che ha lavorato al primo esempio italiano di destination Management LGBTQIA+. Non si tratta di organizzare semplicemente un Pride, ma di creare un sistema integrato che formi gli operatori turistici, certifichi le strutture ricettive e promuova un'offerta culturale di intrattenimento attenta alle diverse esigenze. Infine, voglio sottolineare come il Pride sia un evento molto attrattivo turisticamente per la nostra città, ed è per questo che saremo sempre più presenti nelle prossime edizioni con l’obiettivo di fare del Genoa Pride un evento più strutturato, non solo per l’evento in sé, ma per la creazione di un’intera settimana di eventi. Insomma, la nostra amministrazione vuole fortemente investire nella direzione di una Genova più giusta, più aperta, più europea e, non da ultimo, più attraente sul piano turistico: una sfida che siamo pronti a raccogliere»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.