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Genovail Consiglio comunale in chiaro

Ordine del giorno

Domande alla Giunta

Interrogazioni a risposta immediata (art. 54): un consigliere chiede, la Giunta risponde in aula. La risposta è quella riportata dal comunicato.

Studio Politecnico di Milano mobilità Valbisagnochiede Mauro Avvenente Vince Genova e Pietro Piciocchi Vince Genovarisponde Emilio Robotti

La domanda«Riguardo alle notizie di stampa circa gli esiti dello studio commissionato al Politecnico di Milano in ordine alle soluzioni per la mobilità della val Bisagno, di voler riferire in merito al livello di coinvolgimento del territorio in ordine all'ipotesi emersa di realizzazione di una cabinovia»

«Lo studio sulla mobilità in Valbisagno affidato al Politecnico di Milano è un argomento sul quale abbiamo già risposto poco tempo fa. In primo luogo, ogni riferimento allo Skymetro è assolutamente fuori luogo, trattandosi di un progetto non completamente finanziato e perdipiù non assolutamente cantierabile. Lo Skymetro era un progetto senza senso che prevedeva l’abbattimento di una delle ultime scuole costruite a Genova, non prevedendo risorse per ricostruirla oltre che per abbatterla. Lo studio affidato al Politecnico di Milano serve a trovare una soluzione di mobilità sostenibile che risolva i problemi della Valbisagno. Non commento indiscrezioni, rendering e altre immagini: verso la metà di marzo lo studio, realizzato, lo ricordo, da uno dei più importanti istituti universitari a livello mondiale nel campo della mobilità, sarà presentato pubblicamente. Abbiamo già detto che lo stesso sarà assolutamente condiviso con il territorio e con le Amministrazioni municipali coinvolte. Un approccio più serio di questo, dato l’appello alla serietà del consigliere, non era possibile. Inoltre, voglio ricordare che insieme allo studio del Politecnico di Milano, sarà presentata la rilevazione dei bisogni trasportistici della Valbisagno, comprensiva del numero di passeggeri che si spostano lungo la valle. Sulla base degli elementi che emergeranno dallo studio, sarà possibile implementare la migliore soluzione possibile per la mobilità in Valbisagno»

— Emilio Robotti

Dal comunicato

Ex ospedale psichiatrico di Quartochiede Lorenzo Garzarelli AVS e Marco Mesmaeker M5Srisponde Davide Patrone

La domanda«l’ex ospedale psichiatrico di Quarto · l’ex ospedale psichiatrico di Quarto»

«Il tema della rigenerazione dell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto è importante e complesso, soprattutto se parliamo dell’inserimento di uno studentato. Il complesso immobiliare è di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti e vincolato; consta di un edificio principale e di alcuni edifici minori per un lotto complessivo di 55 mila metri quadrati. Il quadro urbanistico è composito, che vede 2 piani urbanistici operativi che in questi anni non hanno trovato realizzazione. Da quando ci siamo insediati abbiamo ripreso l’interlocuzione con Cassa Depositi e Prestiti, per guardare insieme all’obiettivo della rigenerazione. La prima necessità per noi è quella di lavorare a un progetto unitario per tutta l’area, perché molti sono i temi che vanno affrontati in maniera unitaria, come il verde, lo studentato, la mobilità. Ora è evidente che quella di cui discutiamo oggi è un'area strategica e di elevata accessibilità inserita in un contesto territoriale altrettanto strategico, e proprio per questo a nostro avviso è possibile immaginare una rivitalizzazione, che parta proprio da un ragionamento sull'insediamento di funzioni legate e ai settori della ricerca dell'innovazione della tecnologia dell'istruzione della formazione. Entro fine marzo si terrà il primo tavolo di confronto con Arte, ASL e CDP. Seguirà poi un tavolo con tutta la rete dell’ex ospedale di Quarto e con l’associazionismo. Noi confermiamo la volontà di traguardare un progetto unitario di rigenerazione insieme a tutti i soggetti proprietari e con il coinvolgimento anche dei soggetti che non sono proprietari, ma che vivono e che animano quelle zone; è evidente che l'operazione poi avrà una pluralità di funzioni sotto il profilo urbanistico per una sostenibilità dell'operazione. All'esito di questi passaggi sono disponibile a partecipare ad una commissione consigliare per fare il punto sul lavoro svolto e condividere con l'aula linee strategiche per l'attuazione del processo del progetto di valorizzazione Il tema della rigenerazione dell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto è importante e complesso, soprattutto se parliamo dell’inserimento di uno studentato. Il complesso immobiliare è di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti e vincolato; consta di un edificio principale e di alcuni edifici minori per un lotto complessivo di 55 mila metri quadrati. Il quadro urbanistico è composito, che vede 2 piani urbanistici operativi che in questi anni non hanno trovato realizzazione. Da quando ci siamo insediati abbiamo ripreso l’interlocuzione con Cassa Depositi e Prestiti, per guardare insieme all’obiettivo della rigenerazione. La prima necessità per noi è quella di lavorare a un progetto unitario per tutta l’area, perché molti sono i temi che vanno affrontati in maniera unitaria, come il verde, lo studentato, la mobilità. Ora è evidente che quella di cui discutiamo oggi è un'area strategica e di elevata accessibilità inserita in un contesto territoriale altrettanto strategico, e proprio per questo a nostro avviso è possibile immaginare una rivitalizzazione, che parta proprio da un ragionamento sull'insediamento di funzioni legate e ai settori della ricerca dell'innovazione della tecnologia dell'istruzione della formazione. Entro fine marzo si terrà il primo tavolo di confronto con Arte, ASL e CDP. Seguirà poi un tavolo con tutta la rete dell’ex ospedale di Quarto e con l’associazionismo. Noi confermiamo la volontà di traguardare un progetto unitario di rigenerazione insieme a tutti i soggetti proprietari e con il coinvolgimento anche dei soggetti che non sono proprietari, ma che vivono e che animano quelle zone; è evidente che l'operazione poi avrà una pluralità di funzioni sotto il profilo urbanistico per una sostenibilità dell'operazione. All'esito di questi passaggi sono disponibile a partecipare ad una commissione consigliare per fare il punto sul lavoro svolto e condividere con l'aula linee strategiche per l'attuazione del processo del progetto di valorizzazione»

— Davide Patrone

Dal comunicato

Nuova area parcheggio stazione di Pontedecimochiede Alessio Bevilacqua Legarisponde Emilio Robotti

«Il nuovo parcheggio della stazione ferroviaria di Pontedecimo è a tutti gli effetti, data la sua posizione. un parcheggio di interscambio pensato per favorirne l’utilizzo da parte degli utenti del treno. I lavori di realizzazione del parcheggio stanno per terminare e, a breve, l’area sarà consegnata al Comune. Parliamo di un’area che RFI ha concesso al Comune di Genova in comodato d’uso gratuito per dieci anni, a condizione che gli stalli non vengano messi a reddito attraverso la tariffazione. Alla luce di questo vincolo, i parcheggi andranno regolamentati in modo da consentire, agli utenti del servizio ferroviario, una sosta sufficientemente lunga per fare il proprio viaggio di andata e ritorno, e per assolvere ai propri impegni lavorativi quotidiani. Ciò significa che non potrà essere ammessa una sosta di tipo residenziale che, protratta per più giorni consecutivi, andrebbe a sottrarre gli stalli per l’interscambio. Escludendo dunque l’opzione della tariffazione, le misure alternative ipotizzate sono: istituzione di una zona disco orario di lunga durata; chiusura del parcheggio in fascia oraria notturna; divieto di sosta in orario notturno; divieto di permanenza oltre le ore 24.00 del giorno di arrivo. Su queste modalità, in alcuni casi coincidenti, faremo un ragionamento e un confronto con il Municipio. Tra le novità, segnalo che il nuovo parcheggio FS di Pontedecimo prevede l’installazione di un sistema di info-parking tramite la posa di pannelli informativi realizzati nell’ambito del progetto Movyon di Aspi, come avverrà per tutti i parcheggi ad uso pubblico aderenti alla piattaforma. Tutte queste soluzioni dovrebbero contribuire a garantire un uso coerente con la destinazione dell’area, nel rispetto delle condizioni previste dal comodato d’uso»

— Emilio Robotti

Dal comunicato

Ufficio LGBTQIA+chiede Anna Orlando Vince Genovarisponde Rita Bruzzone

«La scelta di questa Amministrazione è stata quella non di esternalizzare, ma quella di affidare, attraverso una selezione a cui io naturalmente non ho partecipato, una persona che avesse una comprovata esperienza non solo giuridica, ma anche legata a quelle che sono le attività legate alla comunità LGBTQIA+. È sotto il mio assessorato come Pari opportunità, quindi non è una persona che dispone di personale. Si cercava una persona che avesse dalla sua non solo l’appartenenza alla comunità, ma anche un'enorme esperienza e sensibilità per quanto riguarda questa tematica, perché è vero che è trasversale da destra a sinistra, ma non tutti possiedono le medesime sensibilità e ne ho avuto un esempio questa mattina. Lei non ha avuto facoltà divinatorie, come non l'avevamo avuta noi quando consegnammo quella famosa busta con dentro il suo nome, insieme all'allora consigliere Pandolfo. Si tratta di un incarico triennale da 156mila euro, ma posso dirle che il personale è interno all’ente, personale che ha risposto a una manifestazione di interesse e di mobilità specifico. Fino a oggi in realtà non esisteva l’assessorato alle Pari opportunità, ma le Pari opportunità del Comune e non esisteva una struttura vera e propria. Quindi, si tratta di due persone che appartengono all’ente. C’è un ufficio al quinto piano che era occupato da un consulente a cui è scaduto il contratto: c’era uno spazio libero all’interno del quale avevamo già mobili e computer; quindi, l’allestimento dell’ufficio è stato a costo zero avendo usato ciò di cui eravamo già in possesso»

— Rita Bruzzone

Dal comunicato

Piano straordinario sicurezza urbanachiede Monica Russo PD e Nicholas Gandolfo FdIrisponde Arianna Viscogliosi

La domanda«Chiarimenti circa il recente piano straordinario sulla sicurezza urbana presentato il 23 febbraio u.s. · In merito alla presenza nelle vie del centro storico, di gruppi di vigili che riportano sulla divisa uno stemma giallo a triangolo con la scritta prossimità e ascolto, si chiede se appartengano alla Polizia Locale, quali specifiche funzioni gli siano state attribuite, quali siano e cosa si intende per le zone rosse rafforzate e le misure annunciate da questa Amministrazione»

«Del piano per la sicurezza va detto che non ha carattere di straordinarietà, ma è un documento che evidenzia i nostri princîpi guida come prevenzione, prossimità e ascolto su cui viene impostata l’azione della Polizia Locale, per aumentare la sua presenza sul territorio e portare meno agenti negli uffici e più per strada, più in divisa e meno in borghese e poi aumentare la presenza delle pattuglie a piedi rispetto a quelle in auto. Un altro punto del piano è il rafforzamento del coordinamento con le altre Forze dell’Ordine. Il nuovo piano vuole passare da una logica sanzionatoria ad una più preventiva e interlocutoria. Quindi tante novità, tra cui il nuovo Nucleo di prossimità. Ci sarà più attenzione alle fragilità sociali, all’emarginazione, alle tossicodipendenze, alla presenza dei senza dimora e dei minori non accompagnati. È un nuovo approccio da cui ci attendiamo risultati importanti»

— Arianna Viscogliosi

Dal comunicato

Omologazione autoveloxchiede Donatella Anita Alfonso PDrisponde Alessandro Luigi Terrile

La domanda«sul tema della sospensione in via cautelativa degli accertamenti di velocità effettuati tramite dispositivi che non abbiano ancora ottenuto il decreto di omologazione, ai sensi del nuovo regolamento ministeriale in itinere»

«La questione trae origine da un'ordinanza della Corte di cassazione, la 10505 del 2024, con la quale la Suprema corte ha affermato che un verbale di infrazione al Codice della strada fondato su apparecchiature autovelox solo approvate e non omologate, risulta viziato e deve essere annullato. Occorre segnalare come, ad oggi, non esista alcuna procedura di omologazione dell'apparecchiatura autovelox, atteso che il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha sempre sostenuto una differente interpretazione e cioè quella della inutilità dell'omologazione, ritenendo l'istituto della approvazione alternativo ed equipollente alla omologazione. Tale differente interpretazione del ministero è stata confermata con la circolare protocollo 995 del 23 gennaio 2025, quindi la questione non è nuova, ma risalente almeno a metà del 2024. Questa amministrazione non intende discostarsi dell'orientamento sempre assunto dal Comune di Genova e dalla generalità dei comuni italiani che, in attesa dell'eventuale definizione di procedure ministeriali di omologazione, mantengono in funzione gli apparecchi autovelox. Premesso appunto che non sussista alcun obbligo di disattivare gli autovelox in conseguenza delle pronunce della Cassazione, lo spegnimento degli stessi comprometterebbe i risultati ottenuti sul piano della sicurezza stradale e rischierebbe di generare un cospicuo danno economico alla civica amministrazione. Nello scorso consiglio comunale è stato presentato un ordine del giorno dei consiglieri Picciocchi e Gambino che non è stato ammesso al voto perché è stato ritenuto inammissibile dalla segreteria generale con il quale i consiglieri chiedevano di valutare cautelativamente la sospensione degli accertamenti a mezzo autovelox. Abbiamo poi appreso dalla stampa che il Comune di Ventimiglia, pur avendo a riguardo a dispositivi gestiti da un concessionario che da noi non ci sono, ha deciso per il mantenimento in servizio degli apparecchi autovelox, confortato in questo senso da un parere proveniente dell'avvocato Piciocchi. Quindi in definitiva, noi concordiamo con Picciocchi o meglio, concordiamo con l'avvocato Piciocchi, ma non con il consigliere Piciocchi: nel senso che, come il Comune di Ventimiglia, il Comune di Genova è in attesa che il ministero delle Infrastrutture stabilisca eventuali procedure di omologazione. Lasceremo in funzione gli autovelox autorizzati in continuità, peraltro, con l'orientamento assunto da questo comune nel 2024 e nel 2025 che, appunto, non ha spento gli autovelox, nonostante le province di Cassazione»

— Alessandro Luigi Terrile

Dal comunicato

Votazioni

Nell'ordine in cui le racconta il comunicato. Esito e conteggi per schieramento: i voti dei singoli il Comune non li pubblica.

  1. ordine del giorno

    «A nome della Giunta l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi ha espresso parere contrario all’Ordine del giorno straordinario, che è stato posto in votazi»

    respinto

    11 favorevoli · 24 contrari · 38 presenti in aula

  2. delibera

    PGC 1/2026 Acquisizione a titolo gratuito di un tratto di Via Superiore Premanico per l'inserimento nell elenco delle strade comunali del municipio IX Levante - Genova.

    approvato

    24 favorevoli · 38 presenti in aula

  3. mozione

    MOZ 28/2026 Adesione al Bando "Feste del PrimoVoto" promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e impegno alla presentazione della candidatura come Comune Capofila.

    approvatoall'unanimità

    30 favorevoli · 38 presenti in aula

  4. mozione

    MOZ 85/2025 Progetto Street Lab su pedonalizzazione di Via Rolando.

    respinto

    10 favorevoli · 20 contrari · 38 presenti in aula

Presenze di marzo 2026

Il Comune pubblica le presenze per mese, non per seduta: sono conteggi mensili delle sedute del Consiglio. Questi sono i conteggi del mese che comprende la seduta.

Il Comune di Genova non pubblica come vota ciascun consigliere: delle votazioni si conoscono esito e conteggi per schieramento, ricavati dai comunicati stampa di fine seduta.

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