domanda alla Giunta
Striscione scuola Daneo
Chiede Pietro Piciocchi Vince Genova. In aula il 29 settembre 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«chiarimenti in ordine ai recenti fatti che hanno interessato la scuola Daneo e hanno visto l'intervento diretto del sindaco e dell’assessore ai servizi educativi, a sostegno di una causa di natura politica»
«Abbiamo bisogno tutti di molta chiarezza. Innanzitutto, chiarisco questo: io non solo sono stata chiamata, io ero lì e sono arrivata pochi minuti dopo perché il motivo per cui c'era quello striscione fuori dalla scuola, dalla sera prima, è perché stavamo aspettando l’arrivo della fiaccola della Pace che, la sera prima, era stata portata proprio in questo luogo, a Palazzo Tursi, dal sindaco di Sant'Anna di Stazzema. L’organizzazione dell’evento prevedeva di parlare della fiaccola e della marcia con i bambini e le bambine, scegliendo una scuola che ha oggettivamente un valore universale, ovvero di essere una scuola dove si parla di pace, dove convivono bambine e bambini che arrivano da tutte le realtà, e non solo europee, ma di tutto il mondo. Questo è il motivo per cui lì c'era quello striscione. La versione che ho cercato di capire è quella che è stata testimoniata non solo dai genitori, ma anche e soprattutto dai bambini e delle bambine. Io sono entrata a scuola, perché mi stavano aspettando. Quei bambini e quelle bambine si sono spaventati e per questo anche noi abbiamo chiesto chiarimenti alla Questura. Si sono presentati due agenti in borghese che hanno strappato lo striscione mentre i bambini e le bambine erano lì. Io ho chiesto che venisse rimesso al suo posto e di questo gesto mi assumo tutte le responsabilità. Nemmeno io credo che la politica debba strumentalizzare bambini e bambine, siamo assolutamente d’accordo. Temo, però, e credo, che se si fossero ascoltate le parole dei genitori si sarebbe compreso il motivo, e non parlo di certo degli asterischi perché sarebbe come guardare il dito e non vedere la luna. Nessuno strumentalizza i bambini e le bambine. Non lo facciamo in quest’aula, nemmeno quando io prendo posizione come quando parliamo di educazione sessuo-affettiva e quant’altro. Quello che è stato ribadito ieri, e che ribadisco anche io, è che le scelte politiche incidono sulle vite dei bambini, ed è giusto da parte dei genitori e della politica che amministra questa città ribadire che la scuola è pubblica, laica, democratica e soprattutto inclusiva»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.