domanda alla Giunta
Monitoraggio ambientale cantiere scolmatore Bisagno
Chiede Erika Venturini Lista Salis. In aula il 22 settembre 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«monitoraggio ambientale cantiere scolmatore Bisagno: per sapere quali dati e informazioni siano a conoscenza dell'ente sul monitoraggio ambientale del cantiere dello scolmatore del Bisagno»
«Ringraziando la consigliera Venturini per l’interrogazione, voglio fare qualche considerazione sul pressing che Municipio Media Val Bisagno e Direzione comunale Ambiente hanno fatto rispetto al piano di monitoraggio ambientale del cantiere dello scolmatore del torrente Bisagno. Tutto è partito dalle criticità segnalate dal Municipio, a seguito delle quali la Direzione Ambiente del Comune ha richiesto a Regione, nel maggio 2026, la verifica di ottemperanza delle condizioni ambientali del provvedimento di via del progetto della galleria scolmatrice. Soprattutto, ci interessavano gli esiti dei monitoraggi previsti dal piano di monitoraggio ambientale, previsto anche per lo scolmatore del Bisagno come, del resto, per tutte le grandi opere, a carico di chi realizza i lavori. Dalla Regione non ci è arrivata una risposta ufficiale, ma perlomeno l’organizzazione di un incontro, all’interno dell’area di cantiere, che consideriamo un’apertura e a cui hanno partecipato Comune, Municipio e consiglieri. Nell’occasione, abbiamo richiesto nuovamente i dati del monitoraggio. Ci sono state alcune assemblee sul territorio: una, in particolare, ha visto la condivisione dei dati dei monitoraggi fatti dal Comune sull’area dell’ex cava Cavalletti. Il rapporto di monitoraggio del primo e secondo semestre 2025 è arrivato sulle nostre scrivanie e ne sono scaturite le seguenti valutazioni. Le stazioni di monitoraggio per l’area sono 5: 2 all’ex canile, 2 allo sbocco a mare e una nel cantiere di via Emilia. Le postazioni di misura del rumore sono in numero variabile, circa 7 dislocate in diverse aree. Sulla parte della qualità dell’aria e, in particolare, sul monitoraggio del pm10, considerato che la polverosità è tra gli aspetti più critici segnalati dai cittadini, abbiamo richiesto dei chiarimenti con una nota, essendosi verificati dei superamenti dei limiti di riferimento, in particolare nel primo semestre 2026. Invece, su biossido di azoto e rumore, i monitoraggi non hanno fatto emergere particolari criticità, se non uno sforamento rispetto al rumore. Quindi, il Comune di Genova ha chiesto alla Regione di aprire un confronto tecnico per la revisione del piano di monitoraggio ambientale, a seguito della modifica delle aree di lavoro, chiedendo l’aggiunta di un nuovo punto di monitoraggio presso l’ex cava Montanasco. In sintesi, siamo riusciti ad aprire un tavolo tecnico e proseguiremo il dialogo con Regione Liguria nell’interesse dei cittadini che abitano nella zona»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.