domanda alla Giunta
Sulla delibera della giunta comunale (dgc 185/2026) che rafforza le azioni di prevenzione e contrasto all’omolesbobitransfobia
Chiede Edoardo Marangoni PD. In aula il 28 luglio 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«Vista l’approvazione della delibera della giunta comunale (dgc 185/2026) che rafforza le azioni di prevenzione e contrasto all'omolesbobitransfobia di cui purtroppo si è avuta poca eco, visto il diffuso in Italia negazionismo di un clima di odio e pregiudizio verso le persone LGBTQIA+, visto il drammatico attentato - che ha visto una vittima e ventinove persone ferite - del 25 luglio 2026 al Pride di Berlino, si interroga la giunta per conoscere quali siano le ultime misure messe in campo, a partire dalla suddetta dgc 185/2026»
«Questa amministrazione ha scelto, attraverso la delibera 185 del 2026, di scegliere da che parte stare: quella va nella direzione del contrasto e della prevenzione delle discriminazioni e delle violenze dovute all’orientamento sessuale o all’identità di genere. Non solo, il Comune di Genova si costituirà parte civile in procedimenti penali che siano relativi a reati di matrice omolesbonbitransfobica. Il Comune, essendo anche dentro la rete R.E.A.dy, che è promotrice di questa delibera, in realtà lo fa anche in attuazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione e degli articoli 1 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, per garantire dignità e diritto di autodeterminazione a ciascuna persona in ordine al proprio orientamento sessuale o alla propria identità di genere. Quello che è accaduto a Berlino, che è auspicabile non accada mai, potrebbe essere nella sua forma più grave uno dei motivi per cui la città di Genova e il Comune potrebbero costituirsi parte civile. Quello che lei ha citato, la paura della comunità di essere discriminati e isolati sono il motivo che ci ha indotto ad adottare questa delibera, anche perché il coraggio di questa città deve essere proprio quello di essere accanto a una comunità, quella LGBTQIA+. Perché la condanna unanime che c'è stata rispetto all'attentato di Berlino, in qualche situazione non è stata una condanna e una solidarietà nei confronti della comunità. È un atto terroristico e assolutamente come tutti gli atti terroristici naturalmente va condannato, ma non può diventare un veicolo politico. In questo caso l'atto terroristico si è compiuto verso una comunità che deve che deve ricevere tutta la nostra solidarietà»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.