domanda alla Giunta
Situazione centri minori stranieri non accompagnati a fronte dei gravi episodi di pestaggi da parte di gruppi organizzati avvenuti a Pianderlino e Quinto
Chiede Donatella Anita Alfonso PD. In aula il 23 giugno 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«A fronte delle aggressioni avvenute, in un primo caso nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, ai danni di un minorenne straniero sulle alture di Pianderlino, nel quartiere di San Fruttuoso, da parte di una ventina di persone travisate e armate di mazze e bastoni e, nella notte tra sabato e domenica, presso i giardini di quinto dove un gruppo di ragazzi ospitati presso comunità e alloggi destinati ai minori stranieri non accompagnati, sono stati aggrediti a loro volta da persone non identificate, mascherate con caschi e cappucci, dando vita ad una rissa che ha allarmato l’intero quartiere, interroga la giunta comunale per conoscere quale sia attualmente la situazione dei centri per minori stranieri non accompagnati e come possa intervenire l’amministrazione comunale di fronte anche all’inquietante fenomeno social che vede diffondere allarmi, spesso non rispondenti a verità, su atti di microcriminalità compiuti dai minori, e inviti a reazioni violente»
«Intanto possiamo dire che, per fortuna, i ragazzini aggrediti non hanno avuto conseguenze significative, anche se hanno avuto necessità di un ricovero in ospedale. La situazione è di grande preoccupazione, da parte della comunità, degli educatori e dei ragazzi, ed è evidente che quanto successo vada duramente condannato. Oggi, durante il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza in Prefettura, è stato confermato che le indagini per trovare i colpevoli stanno andando avanti: auspichiamo che la giustizia faccia il suo corso e che i responsabili vengano individuati velocemente. Ringraziamo il Tribunale dei Minori e la Procura minorile che, insieme alla Polizia Locale, hanno concertato una serie di azioni volte anche all’ascolto dei ragazzi, per spiegare loro cosa sta succedendo e spiegare anche come è opportuno agire in questo momento, attraverso comportamenti che siano il più possibile tutelanti. Forse varrebbe la pena organizzare una commissione di aggiornamento. Dobbiamo ricordare, però, che il sistema ha dei buchi rispetto ai quali stiamo chiedendo la messa a terra di tutte le azioni necessarie. Infatti, manca ancora una struttura di altissima complessità – che ad oggi la Regione non ha ancora attivato – dove potrebbero essere accolti quei ragazzi con alte complessità come problemi psichiatrici o tossicodipendenze. Oggi esiste solo l’accoglienza, che è paragonabile a quella di una famiglia dove sono presenti figure educative – così come previsto dal SAI – e socio-pedagogiche che devono affiancare i ragazzi. Ovviamente non c’è personale medico, non ci sono infermieri, non ci sono psichiatri o psicologi. Abbiamo bisogno – e questo oggi l’abbiamo ribadito al Tavolo, insieme alla sindaca – che la Regione attivi quel tipo di struttura capace di permettere ai ragazzi con forte problematicità e complessità di essere accolti in strutture idonee. Dopodiché è chiaro che in città valgono diritti e doveri per tutti: lo dicono le norme sia per gli adulti che per i minori. Noi crediamo che l’applicazione di queste norme, questo tipo di approccio, aiutino i minori a crescere. Vogliamo anche che i minori che possono avere complessità possano essere sempre più indotti a non delinquere e a prevenire un futuro delinquenziale. Se il 95% dei nostri minori ha seguito un percorso di successo scolastico, c’è come controparte un 5% ad alta complessità. Ci sono due approcci diversi e per quel 5% tutti devono fare la propria parte. È importante sempre differenziare e approfondire, per evitare in tutti modi di cadere nella stigmatizzazione, perché la sicurezza a Genova non dipende dai minori non accompagnati. Ma semplificare è molto più semplice»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.