domanda alla Giunta
Illegittimità costituzionale della legge della Regione Toscana n. 30/2025 – impatti sulla delibera della giunta comunale istitutiva del c.d. salario minimo
Chiede Pietro Piciocchi Vince Genova. In aula il 23 giugno 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«Premesso che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 60 del 2026, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della legge della Regione Toscana n. 30/2025 che aveva previsto l’introduzione nei bandi di gara della Regione e dei suoi enti strumentali di un criterio premiale consistente nell’applicazione di un trattamento economico minimo orario non inferiore a nove euro lordi; si chiede di conoscere quali sono gli impatti della pronuncia citata sulla delibera della giunta comunale istitutiva del c.d. salario minimo; si chiede, altresì, di conoscere quali sono stati gli effetti della delibera citate sulle gare di appalto pubblicate dal Comune di Genova negli ultimi mesi»
«Siamo consapevoli che la sentenza della Corte Costituzionale n° 60 del 2026 stabilisce che la definizione dei criteri di concorrenza nelle gare è di competenza dello Stato. Una sentenza che arriva quasi un anno dopo la delibera che ha approvato le linee guida in materia di salario minimo e che si è resa necessaria per il fatto che l'Italia, a differenza di quasi tutti gli altri Paesi europei, non ha ritenuto introdurre una delle norme che stabiliscano appunto un salario minimo. La delibera del Comune di Genova è diversa da una norma di legge e risulta compatibile con quanto sancito dalla Corte Costituzionale; è, infatti, un atto amministrativo a carattere generale che, in realtà, consiste nel dare linee guida che non introducono obblighi dal punto di vista legislativo né modificano le norme vigenti. È un atto che indirizza gli uffici a prestare maggiore attenzione alla qualità del lavoro negli appalti; la stazione appaltante mantiene piena autonomia, ogni gara rispetta il codice dei contratti pubblici, non ci sono obblighi rigidi, ma c'è un indirizzo politico che poi diventa anche efficace e invita a usare gli strumenti esistenti, in linea soprattutto con i princìpi di costituzionalità e dignità del lavoro. L'inserimento nei bandi del criterio premiale del salario minimo è previsto, restando ferma la prevalenza delle norme statali. La delibera e le linee guida riaffermano semplicemente il principio costituzionale dell'articolo 36, perché il lavoro deve essere retribuito in modo proporzionato e sufficiente. Non imponiamo una soglia minima al di fuori delle regole, ma la suggeriamo. La delibera indica agli uffici, nei limiti di legge, di bilanciare concorrenza e dignità del lavoro, senza interferire con le competenze a livello legislativo di Stato e Regione. Vogliamo una città più inclusiva dove sviluppo economico e qualità del lavoro siano connessi e dove la concorrenza non comprima i diritti, ma favorisca una crescita equilibrato. L'esempio del Comune di Genova, che è la più grande azienda del territorio per numero di addetti, fornisce un esempio alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici e alle organizzazioni datoriali sul rispetto della dignità del lavoro e del contrasto al lavoro povero»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.