domanda alla Giunta
Educazione affettiva nelle scuole dell’infanzia genovesi
Chiede Paola Bordilli Lega. In aula il 9 giugno 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«spiegazioni in merito alla paventata elusione della normativa nazionale circa i progetti di educazione affettiva nelle scuole dell'infanzia genovesi»
«Il progetto di educazione affettiva che abbiamo messo in atto si chiama “Facilitare l’educazione alle emozioni e ai legami”. Vi farò scoprire cosa abbiamo raccontato e cosa ci hanno raccontato gli insegnanti. Sia chiaro: nessuno è entrato nelle nostre scuole comunali o ha fatto questo percorso senza che fosse partecipato e condiviso con le famiglie: nessuno vuole sostituirsi alle famiglie, ma semmai vogliamo accompagnarle. Non esiste nessuna “teoria gender”: se pensate che un percorso pedagogico ed emotivo per riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni, gestire i conflitti, insegnare il rispetto, sia una pratica gender, allora sarò chiara: abbiamo un problema molto grande. E questo non lo dice l’assessora Rita Bruzzone, lo dicono pedagogisti, pediatri e psicologi. Non seguire questo percorso fa correre il rischio di lasciare le famiglie sole quando non hanno gli strumenti o rappresentano esse stesse gli ambienti inadeguati. Il DDL Valditara compromette la scuola pubblica. Il problema non è il termine, è il concetto. Nelle relazioni si parlava di stare insieme, giocare, essere gentili, chiedersi chi desidero essere, cosa mi piace e cosa vorrei fare. Sentiremo l’Ufficio scolastico regionale, sentirò il Garante che ci ha accompagnato in questo percorso. Una cosa voglio dirla chiara: un anno sta per finire e ne inizierà presto un altro e io spero che da oggi in poi tutta l'Italia si muova contro il DDL Valditara, perché il consenso va usato per gli stupri, non per questo»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.