domanda alla Giunta
Patrocinio Liguria Pride e contrapposizione con l’adunata nazionale degli Alpini
Chiede Lorenzo Pellerano Orgoglio Genova, Ilaria Cavo Orgoglio Genova e Paola Bordilli Lega. In aula il 19 maggio 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«Patrocinio Liguria Pride e contrapposizione con l’adunata nazionale degli Alpini»
«Rispondo con molto piacere, anche perché quando sento parlare di stereotipizzazione e di giudizi, mi trovate dalla vostra parte: credo che usare un linguaggio stereotipato vada sempre in un indirizzo contrario ai diritti di tutte e tutti, non solo degli alpini. “Una forma di provocazione ideologica, di esibizionismo e spettacolarizzazione. Una manifestazione tribale che ci riporta nella giungla”. Inizio questo intervento citando le parole non di una cittadina qualunque, ma della sindaca di una grande città del nord-est, Rovigo, usate per descrivere il Pride. Non è una cittadina genovese, ma sono parole che mostrano chiaramente quale sia il rischio che si corre quando le istituzioni dimenticano il proprio ruolo scendendo nel campo della contrapposizione ideologica. La risposta va cercata nel principio cardine della nostra democrazia, quella Carta costituzionale che, per altro, veniva citata anche dall’onorevole Cavo nella sua interrogazione. Vedete, i movimenti e le associazioni libere di questa città agiscono indipendentemente dalle decisioni di questa Civica Amministrazione, perché questa Civica Amministrazione non chiede né allineamento politico né censura preventiva per poter interloquire. Non funziona così. Governiamo cercando di comprendere quando i cittadini e le cittadine esprimono dissenso, magari usando anche un linguaggio che può non piacerci, come del resto fanno anche alcuni rappresentanti delle istituzioni in quest’aula. Nel dicembre 2020 ho protestato molto per un manifesto Pro-Vita che ritenevo molto offensivo nei confronti miei e di tutte le donne. Leggo la risposta che diede l’amministrazione di allora, in cui sedevano molte persone che oggi sono qui: “È l’articolo 21 della Costituzione che tutela il diritto di libertà di manifestazione del pensiero, definita come una pietra angolare dell’ordine democratico e cardine del nostro ordinamento generale, co-essenziale al regime di libertà garantito proprio dalla Costituzione: la censura politica è bandita dal nostro sistema giuridico. Il dovere dell’amministrazione è quello di porsi con trasparenza e imparzialità assoluta di fronte alle diverse espressioni del pensiero, senza interferire con le scelte altrui”. Questo però deve valere sempre, non solo quando i manifesti sono quelli dei Pro-Vita. Noi abbiamo sfilato con gli alpini e li abbiamo accolti: così come abbiamo riconosciuto il valore storico e civile degli Alpini, allo stesso modo riconosciamo la libertà di espressione delle associazioni genovesi, che vi piaccia o no. È lo stesso identico principio per cui sabato scorso abbiamo partecipato alla “Colorata cena”, che seguiva un evento al quale avrei voluto vedervi e che anticipava il 17 maggio, ovvero la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia. Quello è stato un evento che ha avuto il patrocinio del Comune e ne rivendico la maternità. Quella di non partecipare, quella sì che è stata una scelta divisiva, come quella che avete intrapreso ieri assentandovi dalla commissione. Tutelare la nostra Costituzione non vuol dire alzare steccati o negare i diritti. Per quanto riguarda il Liguria Pride, occorre precisare che sta a loro decidere se chiedere o meno il patrocinio. La differenza tra noi e voi è che l’allora sindaco Bucci nel 2018 negò il patrocinio sia al Pride che alla Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia; se alla nostra amministrazione verrà chiesto, saranno fatte le valutazioni del caso, e verrà concesso. E io, come sempre, sarò a quel Pride. Aggiungo con molta serenità che “Colorata cena” è stato un evento a cui hanno partecipato 1200 persone, al quale è passato anche un vostro collega di minoranza, a cui va fatto un plauso, anche se ieri non era presente in commissione. Per quanto riguarda il contributo del Municipio I, è stata una scelta del Municipio. Noi, come amministrazione, non abbiamo dato alcun contributo oneroso. Quindi, come è stato dato il patrocinio a “Colorata cena”, se dovesse venire richiesto per il Pride, verrà concesso»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.