domanda alla Giunta
Circolare istituto "Vittorio Emanuele II - Ruffini" e Ramadan
Chiede Paola Bordilli Lega e Si Mohamed Kaabour PD. In aula il 17 febbraio 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«in merito a scuola Ruffini e Ramadan, l'amministrazione comunale se e come si è attivata per verificare quanto accaduto in una delle scuole sul proprio territorio · alla luce delle polemiche e delle strumentalizzazioni suscitate dalla circolare dell’istituto ‘Vittorio Emanuele II – Ruffini’ relativa al Ramadan, si interroga la giunta comunale per sapere se si ritiene opportuno di esprimere una posizione a tutela dell’autonomia scolastica e del lavoro educativo delle istituzioni scolastiche del territorio, promuovendo un clima di rispetto e collaborazione a sostegno del diritto allo studio e del benessere degli studenti rafforzando una posizione istituzionale unitaria su questi temi»
«Premesso che la mia risposta, scevra da qualsiasi condizionamento religioso, vuol essere totalmente laica nei confronti di chi ha fatto l’interrogazione, non ho sentito la dirigenza scolastica, ma alcuni docenti e l’Ufficio scolastico regionale. Per me ci sono alcuni punti fermi. Il primo è l’autonomia scolastica, rispetto alla quale voglio ricordare che non esistono linee guida nazionali che dicano quali procedure adottare in caso di ramadan o altre pratiche religiose. Il secondo è la laicità dello Stato e delle istituzioni statali rispetto alle religioni: esiste una separazione che, in questo caso, è valida più che mai. Infatti la scuola italiana è laica e vige il principio fondamentale di inclusione per cui ragazze e ragazzi, davanti ai propri docenti, sono tutte e tutti uguali, a prescindere da credo religioso, nazionalità, colore della pelle, genere etc. Al centro di tutto bisogna sempre mettere i loro bisogni, come sanno e fanno benissimo anche i docenti della scuola Ruffini che di fronte a loro si trovano ragazze e ragazzi che possono trovarsi in una situazione di fragilità. Più in generale penso, e lo dico da persona convintamente laica, che avere attenzione nei confronti di chi stia digiunando per motivi religiosi non c’entri niente con la presunta islamizzazione del mondo della scuola: un’idea che respingo in maniera chiara e forte»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.