domanda alla Giunta
Area Ponte Parodi
Chiede Vittoria Canessa PD. In aula il 3 febbraio 2026.
La domanda e la risposta
La domanda«A seguito dell’intervista rilasciata dal vicesindaco Terrile, nella quale si afferma che ‘ora dobbiamo cogliere l’occasione per chiudere questo capitolo e aprirne uno nuovo, tenendo conto di uno scenario complessivo che riguarda non solo Ponte Parodi, ma una porzione di area limitrofa più ampia’, emergono elementi di attualità e rilevanza strategica in merito alle prospettive di sviluppo e pianificazione dell’area interessata, si interroga il sindaco e l’assessore competente per conoscere quali siano nel dettaglio gli indirizzi programmatori che l’Amministrazione intende perseguire, quali ambiti territoriali risultino effettivamente coinvolti in tale scenario complessivo, quali siano le tempistiche previste e le modalità con cui si intende informare e coinvolgere il Consiglio comunale e la cittadinanza rispetto alle scelte future»
«La vicenda di Ponte Parodi comincia nel 1999 con un Accordo di Programma firmato dall’allora Autorità Portuale, Comune di Genova, Regione Liguria e Università di Genova per restituire alla città l’area di ponte Parodi, con le banchine e il grande piazzale, attraverso una gara di architettura che avrebbe portato, negli anni successivi, mediante aggiudicazione alla società Alta Ponte Parodi del gruppo Altarea, alla realizzazione di una “Piazza sul mare” destinata a mettere a insieme immobili a destinazione ricreativa, turistica e commerciale, oltre a molto verde urbano per la città. I lavori avrebbero dovuto terminare nel 2015 ma la storia, come noto, è andata diversamente. Sappiamo che a dicembre una sentenza del Consiglio di Stato ha chiuso una parte del lungo contenzioso a cui il Comune è estraneo ma che coinvolge Autorità di Sistema Portuale (AdSP), la società Alta Ponte Parodi che vinse la gara e la società Porto Antico, quest’ultima coinvolta in alcuni passaggi successivi come soggetto concessionario dell’area. A seguito della sentenza, AdSP ha erogato ad Alta Ponte Parodi un indennizzo di 12 milioni di euro. Oggi ci sono finalmente le condizioni per voltare pagina: bisogna capire se Alta Ponte Parodi abbia interesse a proseguire l’operazione, da aggiornare ovviamente sulla base delle finalità pubbliche emerse nel frattempo. Ci sono vari temi da contemperare, dall’accosto delle navi da crociera sulle banchine di ponente all’utilizzo, per i rimorchiatori, della banchina verso sud, senza contare che tali contenuti dovranno sposarsi, inevitabilmente, con l’intervento in corso sull’Hennebique. Da questo punto di vista, nei prossimi giorni sono previsti alcuni incontri che ci auguriamo possano essere definitivi. L’auspicio è che emergano, nelle prossime settimane, indicazioni chiare da AdSP: a quel punto riteniamo molto utile riunire una commissione consiliare ad hoc per sciogliere i nodi su ponte Parodi e su tutta la zona dell’Hennebique, al di là delle demolizioni in corso»
La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.