Vai al contenuto
Genovail Consiglio comunale in chiaro

domanda alla Giunta

Divieto di transito in corso Europa

Chiede Alessandra Bianchi FdI. In aula il 27 gennaio 2026.

La fonte

La domanda e la risposta

La domanda«Divieto di transito in corso Europa»

«Tengo a precisare che non è stata sospesa né cancellata alcuna ordinanza. Quello che sta accadendo, in corso Europa e in tutta la città, dal punto di vista dei controlli sulle infrastrutture, è legato alle linee guida ministeriali Ponti del 2022 che sono state adottate dopo il crollo del Morandi, le quali impongono l’obbligo di verificare tutte le infrastrutture con procedure decodificate. Il Comune di Genova, entro il giugno 2024, doveva procedere al censimento delle infrastrutture che, dal successivo mese di luglio, avrebbe dovuto essere seguito dalle ispezioni. Ispezioni che ha fatto partire la nostra Amministrazione, che ricordo essersi insediata a metà 2025 e la quale, entro giugno 2026, è chiamata a consegnarne i risultati al Ministero. A Genova abbiamo un record di 650 impalcati contro i 400 di Roma e le poche decine di città di dimensioni analoghe alle nostre. Solo le ispezioni cubano una spesa, per la nostra Amministrazione, di 9 milioni di euro: ispezioni che, ricordo, possono essere condotte solo da ingegneri con la qualifica di “ispettori”, sempre sulla base di quanto previsto dalle linee guida ministeriali Ponti. Dopo le ispezioni ci sono i monitoraggi, che cubano quasi 10 milioni di euro. Finora sono state condotte 100 ispezioni e, nel 30% dei casi, risultano delle criticità. Per quanto riguarda il caso specifico di corso Europa, l’ordinanza era stata congelata: infatti, all’inizio, si pensava che il problema riscontrato con le cosiddette “prove di carico” riguardasse un singolo tratto di corso Europa, ma nello stesso giorno siamo stati informati che le criticità riguardavano corso Europa nella sua interezza, come codificato questa settimana nelle relazioni tecniche elaborate dagli ispettori. Di qui la necessità di rivedere l’ordinanza, fermo restando che oltre ai già citati 19 milioni di euro da spendere tra ispezioni e monitoraggi, ci sono gli interventi strutturali che cubano in media, ciascuno, una cifra tra i 3 e i 5 milioni di euro. Ciò significa, basandoci sulla percentuale del 30% di ponti con criticità strutturali, una spesa finale di almeno 700 milioni di euro. In conclusione, non c’è stato alcun dietrofront, ma la semplice necessità di rimodulare l’ordinanza: cosa a cui stiamo lavorando»

La risposta come la riporta il comunicato di fine seduta, non un verbale.

In aula